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L'Eco Vagabondo

Almanacco Pulcione

Cicale, sorelle, nel sole
con voi mi nascondo
nel folto dei pioppi
e aspetto le stelle.

– Salvatore Quasimodo –

Marzo pazzerello:
esce il sole e prendi l’ombrello!

Proverbio popolare

Come tempo infausto, piovono dal cielo dell’Anima lacrime di tristezza.

L.P.V.

29 febbraio

Dopo 28 anni, viviamo oggi l’ultimo giorno del febbraio di un anno bisestile, precisamente il 5°lunedì del mese.
Che questo mese conti proprio 5 lunedì è circostanza che accade appunto ogni 28 anni e l’anno che lo ospita conta 366 giorni invece di 365, cosa che invece accade ogni 4 anni.
Sono certa che la maggior parte delle persone conoscano il detto: Anno Bisesto, Anno Funesto e da qui tutta una serie di credenze in merito, tipo che nell’anno bisestile non si deve iniziare qualcosa, non ci si deve sposare o innestare piante, comunque legate alla sfortuna che imperversa non permettendo ad alcunché di andare per il verso giusto (del resto la profezia dei Maya vedeva il 2012, anno bisesto, come il momento della fine del mondo).

La colpa di questa superstizione la si può attribuire ai Romani che consideravano tutto ciò che esulava dai principi logici e dai canoni razionali una cosa sicuramente negativa da cui guardarsi; in febbraio festeggiavano anche i Feralia, i loro riti funebri, tanto per colorare di nero e funereo l’intero mese e la cosa è resa ancora più verosimile dal fatto che nei Paesi che nell’antichità non furono soggetti all’influenza romana, come gli anglosassoni, queste credenze non esistono anzi, si crede al contrario che il bisestile porti bene, ritenendo propizio iniziare per esempio un’attività, che sia di impresa o meno, proprio il 29 febbraio, giorno in cui le donne possono (addirittura) chiedere al proprio uomo di sposarle.

Più tardi, nel ‘400, ci si mise anche Giovanni Michele Savonarola, esimio medico, umanista e scienziato che mise per iscritto quanto l’anno bisestile fosse funesto per le greggi e la vegetazione, nonché per ogni cosa che avesse a che fare con l’acqua e foriero di epidemie, opinione rinforzata dagli eventi che all’epoca e nel poi videro scatenarsi diversi episodi sismici.

Ma in realtà, perché abbiamo anni bisestili?

Risposta rapida: per allineare le stagioni.

Prima di tutto è utile tenere presente che gli anni bisestili sono quelli le cui ultime due cifre sono divisibili per 4 (tradotto accadono ogni 4 anni), di rimando gli anni secolari bisestili (gli inizi secolo per intenderci, tipo il 1600 o 2000) sono quelli divisibili per 400 (tradotto accadono ogni 400 anni).
Andando indietro nella storia e tornando al calendario Giuliano (46 a.C.) bisogna sapere che i Romani aggiungevano un giorno in più dopo il 24 febbraio, che era il “sexto die ante Kalendas Martias” (il sesto giorno prima delle Calende di Marzo) e questo giorno in più si chiamava “bis sexto die” (sesto giorno ripetuto) e da qui: bisesto/bisestile. Questo perché l’anno solare contava 365 giorni più 1/4 e necessitando di un numero intero di giorni per il calendario civile, si eliminò quell’1/4 inserendo il bis sextum.
I conti, tuttavia, non tornavano per via delle attribuzioni in proprio onore dei mesi da parte degli Imperatori finché non si arrivò ad avere addirittura 10 giorni in più di differenza tra il calendario solare e quello civile.
Questi 10 giorni furono eliminati con il calendario Gregoriano (1582) ma non solo, papa Gregorio XIII elise del tutto dal calendario i giorni dal 4 al 15 ottobre, mantenendo la sequenzialità giovedì-venerdì, e così facendo riuscì a riportare la data dell’Equinozio di Primavera al 21 marzo, riallineando i due calendari e di riflesso il ciclo delle stagioni. Fu lui a stabilire dunque quali fossero gli anni bisestili ovvero quelli divisibili per 4 e gli anni secolari bisestili ovvero quelli divisibili per 400.

CURIOSITA’: i nati del 29 febbraio

Nascere il 29 febbraio implica che il proprio compleanno venga festeggiato una volta ogni 4 anni. Chi è superstizioso ed è convinto dogmaticamente che i compleanni non si festeggino prima, lo farà l’1 marzo altri se ne infischiano e lo festeggiano il 28 febbraio. Sicuramente sono persone speciali in piena regola, senza contare la possibilità (squisitamente femminile) di potersi levare simbolicamente 4 anni all’anagrafe!
Ma il dubbio più curioso viene spontaneo pensando al rinnovo della propria patente di guida, A e B che sia: adesso va rinnovata entro il giorno del compleanno. In questo caso, se si è nati il 29 febbraio (ed escludendo la lungimiranza di un genitore di registrare la nascita del figlio l’1 marzo), quid iuris?

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